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Può un pubblico ufficiale obbligare qualcuno a farsi dare denaro o altra utilità?

Avv. Renato Luigi De Spirito

Concussione

Può un pubblico ufficiale obbligare qualcuno a farsi dare denaro o altra utilità?

Chiaramente la risposta non può che essere negativa e su questo soccorre l’art. 317 del codice penale che disciplina il reato di concussione, a mente del quale “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da sei a dodici anni”.

l reato di concussione è un reato proprio, vuol dire cioè che può essere commesso soltanto da un soggetto che rivesta la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.

Gli elementi che qualificano il reato di concussione sono dunque:

  • l’abuso da parte del pubblico agente della qualità o dei poteri inerenti alla carica o alla sua funzione;
  • l’esercizio di una pressione sul privato attraverso una vera e propria condotta di costrizione;
  • l’indebita promessa da parte del privato di denaro od altra utilità.

Pertanto perché possa sussistere il reato di concussione vi è la necessità che il pubblico ufficiale, abusando della sua qualità o dei poteri a lui attribuiti, costringa il privato a farsi dare o promettere denaro o altra utilità.

La costrizione va intesa quale forma di coercizione psichica relativa, implicando la prospettazione di un male ingiusto alla vittima, la quale però può essere libera di aderire o meno alla richiesta formulata.

Una particolare forma di concussione è quella che viene definita “concussione ambientale”, figura elaborata dalla giurisprudenza, con la quale si fa riferimento al caso in cui il funzionario pubblico non pone in essere una condotta direttamente induttiva nei confronti del privato, ma tiene un contegno volto a rafforzare nello stesso, attraverso comportamenti suggestivi, ammissioni o silenzi, la convinzione di dover effettuare l’ illecita dazione o promessa, sulla scorta di una prassi consolidata nell’ambiente di riferimento.

Chiaramente ogni caso è molto particolare e solo un consulto giuridico può effettivamente fornire elementi utili ai fini di un corretto inquadramento dei fatti, necessario per la verifica della sussistenza del reato.

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